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In vigore dal 1°gennaio l'obbligo per l'Attestato di Certificazione Energetica


Dal 1° gennaio 2012 è obbligatorio riportare l'indice di prestazione energetica nelle “offerte di trasferimento a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari”, ovvero nei classici annunci.
In pratica, chi vuol vendere una casa o un qualsiasi altro fabbricato dovrà prima farsi fare la certificazione energetica da un tecnico abilitato, così da poter inserire il risultato negli annunci di vendita (affissi all'edificio o pubblicati su siti internet, riviste, giornali e altri mezzi di comunicazione).

Ricordiamo che la certificazione energetica è il documento che classifica l'appartamento, l'edificio o la casa in merito al consumo energetico necessario per il suo riscaldamento: il legislatore ha imposto che chi vende o compra una casa deve essere informato sulla certificazione energetica della casa e sull'efficienza del sistema di riscaldamento e raffredamento della stessa.
La certificazione energetica quindi vale anche per gli impianti, a fine lavori infatti i tecnici installatori devono rilasciare il certificato di conformità che non è nientemeno che un attestato di buona funzionalità degli stessi.
Se l'impianto è stato realizzato prima del 2008 e non si ha il certificato è possibile ottenere una dichiarazione di rispondenza ove un tecnico estraneo all'azienda installatrice puo' rilasciarlo al proprietario dell'edificio.

L'obbligo è stato dettato dal decreto rinnovabili (Dlgs 28/2011) ed alcuni annunci cominciano già a riportare i dati sulle prestazioni energetiche. Il grosso, però, pare ancora sprovvisto di indicazioni.
 Ma cosa rischia attualmente chi non rispetta l'obbligo? La norma nazionale non prevede sanzioni, anche se alcune riviste specializzate e siti internet hanno già avvisato gli inserzionisti dei nuovi obblighi, rifiutando in qualche caso le offerte senza pagella energetica.
Ciò non vieta che le Regioni possano legiferare autonomamente: la Lombardia ad esempio, con una apposita legge regionale, ha già previsto invece multe da 1.000 a 5.000 euro per chi non adempie all'obbligo.