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Entra in vigore il Decreto Sblocca-Italia: ecco le semplificazioni previste per l'edilizia.

Il Capo V, intitolato "Misure per il rilancio dell'edilizia", contiene 11 articoli volti a semplificare e rilanciare l'intero settore.
 

decreto sblocca italia

Intitolato “Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive” è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 212 del 12 settembre il Decreto legge n. 133/20144 detto Sblocca Italia che è entrato in vigore il 13 settembre.


All'edilizia è dedicato l'intero Capo V "Misure per il rilancio dell'edilizia" con gli articoli
-17 “Semplificazioni ed altre misure in materia edilizia”;
-18 “Liberalizzazioni del mercato delle grandi locazioni ad uso non abitativo”;
- 19 “Esenzione da ogni imposta degli accordi di riduzione dei canoni di locazione”;
- 20 “Misure per il rilancio del settore immobiliare”;
- 21 “Misure per l'incentivazione degli investimenti in abitazioni in locazione”;
- 22 “Conto termico”;
- 23 “Disciplina dei contratti di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili”;
- 24 “Misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio”;
- 25 “Misure urgenti di semplificazione amministrativa e di accelerazione delle procedure in materia di patrimonio culturale”;
- 26 “Misure urgenti per la valorizzazione degli immobili demaniali inutilizzati”;
- 27 “Misure urgenti in materia di patrimonio dell'INAIL”.

Tra le più significative semplificazioni contenute nel provvedimento il Governo segnala:

1. possibilità di frazionare un appartamento in più appartamenti o di accorpare più appartamenti
In precedenza questa operazione era classificata come “ristrutturazione edilizia” e bisognava ottenere il permesso di costruire” (90/150 giorni) e pagare il “contributo di costruzione ”. Ora questa operazione viene classificata come “manutenzione straordinaria” e può essere fatta con una semplice “comunicazione di inizio lavori” (CIL), non necessita del permesso di costruire e i contributi da versare sono solo quelli per gli oneri di urbanizzazione Vengono quindi drasticamente accorciati i tempi e i costi. Questa norma vale anche per i negozi.

2. lavori in casa senza interventi sulle parti strutturali
Ovvero lavori che cambiano le superfici interne ma non la volumetria complessiva della casa (manutenzione straordinaria)
Oggi basta la presentazione della CIL + dichiarazione di un tecnico abilitato che non si interviene sulle parti strutturali. La comunicazione è valida anche ai fini catastali e viene inoltrata dal Comune all'Agenzia del territorio. In sostanza meno documenti (non serve il progetto) e meno costi per il cittadino (non si pagano più gli oneri di accatastamento). La stessa procedura vale anche per la manutenzione straordinaria dei fabbricati di un'impresa (capannoni)
Prima del 13 settembre occorreva la presentazione della CIL + i dati identificativi dell'impresa che esegue i lavori + relazione tecnica asseverata da un tecnico abilitato + progetto della ristrutturazione + presentazione degli atti di aggiornamento catastale a carico del cittadino.

3. permesso di costruire in deroga
Oggi, grazie al DL Sblocca Italia, il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici viene rilasciato per interventi di ristrutturazione edilizia e di ristrutturazione urbanistica attuati anche in aree industriali dismesse, nel rispetto delle disposizioni contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio e delle altre normative di settore. E' ammessa la richiesta di permesso di costruire anche in deroga alle destinazioni d'uso, previa deliberazione del Consiglio comunale che ne attesta l'interesse pubblico. I termini dell'istruttoria sono raddoppiati nei soli casi di progetti particolarmente complessi.
In precedenza il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici veniva rilasciato esclusivamente per edifici e impianti pubblici o di interesse pubblico, previa deliberazione del Consiglio comunale, nel rispetto delle disposizioni contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio e delle altre normative di settore. La deroga poteva riguardare esclusivamente i limiti di densità edilizia, di altezza e di distanza tra i fabbricati. I termini dell'istruttoria erano di fatto raddoppiati per i Comuni con più di 100 mila abitanti nonché per i progetti particolarmente complessi.

Altri punti di interesse nel DL sono:
- le agevolazioni fiscali per chi acquista un alloggio e lo mette in affitto
- le agevolazioni per l'affitto con riscatto.

Il provvedimento che è entrato subito in vigore ora passerà al vaglio del Parlamento che ha sessanta giorni di tempo per convertirlo in legge.

 

Fonte: guidafinestra.it