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55%: verso la riconferma?


Sembra aprirsi uno spiraglio per la proroga del 55%, dopo le tensioni che si sono succedute negli ultimi due anni del Governo Berlusconi e dopo l'esordio del Ministro dell'Ambiente Corrado Clini: è del 24 novembre la dichiarazione del Ministro, su Radio 24, dell'intenzione di rendere l'ormai famosa detrazione fiscale per la riqualificazione energetica al 55% strutturale. Se ciò avverrà, l'incentivo rimarrà stabile e la sua proroga non sarà più rivalutata di anno in anno.
Istituita dal Governo Prodi nel 2007, la detrazione fiscale permette appunto di detrarre dalle tasse il 55% della spesa sostenuta per qualsiasi lavoro di riqualificazione energetica della propria abitazione.
Ciò significa che se un proprietario di casa decide di installare un pannello solare, rifare l'impianto di riscaldamento sostituendolo con uno più efficiente o migliorare l'isolamento termico attraverso la sostituzione degli infissi della propria abitazione, verrà incentivato ad effettuare l'investimento in quanto, circa la metà della spesa, verrebbe detratta dalle tasse che avrebbe dovuto pagare.
È grazie a questo provvedimento, ad esempio, che l'Italia risulta uno dei Paesi con più impianti fotovoltaici al mondo.
Con l'avvento del Governo Berlusconi ebbe inizio un continuo altalenare, all'approssimarsi di ogni scadenza annuale, tra l'intenzione di riconfermare l'incentivo e quello di tagliarlo, fortunatamente senza mai giungere a quest'ultimo provvedimento.
In effetti va rilevato come, trattandosi di investimenti privati, il 55% che lo Stato concedeva da un lato, veniva virtuosamente rimesso in gioco grazie al volano prodotto sull'economia grazie all'aumento della domanda; tutto ciò comunque non è sempre stato sufficiente a mettere al riparo la detrazione dall'imposizione di tetti e dilazioni temporali. La conversione di questa detrazione da congiunturale a strutturale permetterebbe agli investitori di poterne usufruire con certezza e non più, come avvenuto sinora, con la continua ansia.
Entro fine anno la tanto attesa risposta dal governo, dopo mesi di tensioni e smentite che non permettono una pianificazione ragionevole di investimenti di tale portata: in Germania tale detrazione è stata stabilizzata con un orizzonte temporale di 10 anni, offrendo così la possibilità ai cittadini che decidono di effettuare questo tipo di investimenti sulla propria abitazione di farlo senza il timore di amare sorprese per il superamento di termini temporali troppo stretti.
Una sicurezza che garantirebbe un atteggiamento dei consumatori molto più positivo e favorevole ad una ripresa del settore edilizio, dove una persona sa che se fa un investimento poi non si ritroverà a pagare di più di quanto aveva calcolato da un giorno all'altro.